L'ottone DZR resiste alla dezincificazione: il riferimento è il CW602N (CuZn36Pb2As), dove l'arsenico frena la corrosione selettiva dello zinco. Lo si sceglie quando l'acqua è aggressiva o clorurata, la rete ha ristagni, o il capitolato lo prescrive. La resistenza si dimostra a lotto con la prova ISO 6509 — proprietà del materiale, non approvazione di prodotto. Il DZR si lavora un po' peggio del CW614N: quel sovrapprezzo è il premio assicurativo contro il reso in campo.
Un raccordo rientra dopo diciotto mesi in posa. Fuori sembra sano; tagliato in sezione, uno strato rosa spugnoso di rame puro dove prima c'era ottone. Nessun difetto di lavorazione, nessun errore di montaggio: solo la lega sbagliata per quell'acqua. La dezincificazione non lascia segni evidenti finché la resistenza meccanica non molla — e a quel punto il problema è già in cantiere, altro che sul bancone dell'ufficio tecnico.
Queste righe sono per chi progetta e specifica componenti in ottone a contatto con acqua — gente che, nel distretto della rubinetteria, l'ottone lo conosce a menadito. Niente semplificazioni, quindi. Il meccanismo per quel che è, la lega giusta, la carta che la dimostra e — soprattutto — quando il DZR non serve affatto.
Proprietà del materiale ≠ approvazione di prodotto
La resistenza alla dezincificazione del CW602N si dimostra con la prova ISO 6509 sul lotto: è una proprietà del materiale, punto. Non è un'approvazione né un marchio appiccicato al componente finito. Le approvazioni per contatto con acqua potabile seguono strade nazionali (in Italia il quadro del DM 174/2004 e il recepimento della Direttiva UE 2020/2184) e riguardano il prodotto: verificarle tocca a chi mette il rubinetto o la valvola sul mercato. Fate sempre riferimento al testo normativo vigente, con il vostro ente o laboratorio.
Il meccanismo: cosa succede davvero nell'ottone
La dezincificazione è la corrosione selettiva dello zinco negli ottoni bifasici (α+β). Dove l'acqua è clorurata, ferma o con poco potere tampone, lo zinco se ne va dalla matrice e lascia uno scheletro di rame poroso, debole. Il pezzo, di solito, la forma esterna la tiene — ed è qui l'insidia: fuori il raccordo pare a posto, dentro ha già perso resistenza e tenuta.
Si presenta in due forme. Quella uniforme, con uno strato spugnoso diffuso, e quella localizzata (a tappo, "plug"), che buca la parete in un punto solo e regala la classica perdita puntuale. Le condizioni che la scatenano le conoscono tutti: cloruri elevati, acqua ferma, temperatura, pH e durezza fuori posto. Molte reti del Sud e delle isole, con le loro acque dure e clorurate, sono lo scenario di rischio da manuale.
CW602N: come l'arsenico ferma la corrosione
Il CW602N (CuZn36Pb2As) è l'ottone da tornitura resistente alla dezincificazione che in Europa fa da riferimento. Il trucco sta in una piccola aggiunta di arsenico, che blocca la rimozione selettiva dello zinco nella fase α. Struttura e trattamento della lega sono pensati apposta perché quella resistenza sia stabile e la si possa verificare.
E la verifica non è una parola data: è una prova. La ISO 6509 misura quanto in profondità la dezincificazione penetra in un provino, in condizioni normalizzate; il risultato, riferito al lotto, dimostra la resistenza del materiale. È questa la carta che un capitolato serio chiede, insieme all'analisi chimica. Nero su bianco.
| Lega | Designazione | N. materiale | Caratteristica chiave | Prova di riferimento |
|---|---|---|---|---|
| CW602N | CuZn36Pb2As | 2.0372 | DZR — arsenico inibitore, ottone al piombo | ISO 6509 (dezincificazione) |
| CW614N | CuZn39Pb3 | 2.0401 | Massima lavorabilità (indice 100), non DZR | EN 12164 (barre) |
| CW724R | CuZn21Si3P | 2.0530 | Ottone al silicio, bassissimo piombo + ottima resistenza alla dezincificazione | ISO 6509 / NSF·ANSI 372 (materiale) |
Il quadro normativo italiano (da leggere con disciplina)
In Italia i materiali a contatto con acqua destinata al consumo umano rientrano nel quadro del DM 174/2004 e nel recepimento nazionale della Direttiva (UE) 2020/2184, che sta ridisegnando le liste europee dei materiali ammessi. Sono i riferimenti da mettere sul tavolo — con una regola sola, ferma: si verifica sempre il testo vigente con il proprio ente o laboratorio. Nessuno di questi riferimenti rende un componente "conforme d'ufficio". La conformità è del prodotto finito, e la dimostra chi lo immette sul mercato.
La distinzione che conta in offerta
La resistenza alla dezincificazione (ISO 6509) è un dato di materiale, e a lotto lo documentiamo. L'idoneità finale del pezzo nell'applicazione e la conformità di prodotto alle norme sull'acqua potabile restano invece in capo al committente. Dirlo con questa precisione non è cavarsela con una riserva legale: è la lingua del capitolato, ed è ciò che separa un fornitore serio dagli altri.
Il trade-off onesto: DZR contro CW614N
Nessun vantaggio è gratis. Il CW602N si lavora peggio del CW614N, che sulla scala della truciolabilità degli ottoni siede al vertice, indice 100. In macchina si sente: cicli un filo più lenti, truciolo da tenere d'occhio, più cura su utensili e parametri. Il sovrapprezzo di lavorazione c'è, ed è reale.
Ma va letto per quello che è: un premio assicurativo. Quel delta su ogni pezzo è briciole di fronte al conto di un reso in campo, di una sostituzione a impianto già montato, o della faccia persa su una fornitura di rubinetteria. Dove l'acqua lo pretende, il DZR è la scelta economicamente giusta — non quella "cara".
Quando il DZR NON serve
Onestà anche qui: vendere DZR a chi non ne ha bisogno non ha senso. Con acque poco aggressive, reti senza ristagni e senza prescrizione a capitolato, l'ottone standard può bastare e avanzare. Mettere CW602N "per sicurezza" su tutta la distinta, a tappeto, carica un costo di lavorazione che prima o poi qualcuno dovrà giustificare. La domanda da farsi resta una: com'è l'acqua di quella rete, e cosa chiede il capitolato?
Una lega sola per due requisiti: il CW724R
Certi capitolati export chiedono due cose in una: senza piombo (per i mercati che sul piombo hanno paletti, USA in testa) e DZR. Qui il CW724R (ottone al silicio) è spesso la risposta più pulita: tenore di piombo bassissimo e ottima resistenza alla dezincificazione in un'unica lega, senza doverne gestire due. Anche in questo caso parliamo di proprietà del materiale documentate a lotto — mai di approvazioni concesse.
Tracciabilità: per il DZR la carta conta quanto la lega
Su un componente resistente alla dezincificazione, la carta non è un di più: pesa quanto la lega. Ogni nostra spedizione viaggia con certificato EN 10204 3.1 e la composizione chimica del lotto, firmato dal controllo qualità che risponde a sé, non alla produzione. Se il capitolato lo esige, forniamo il 3.2 con la convalida di un ente terzo. E su richiesta ci mettiamo la prova ISO 6509 di lotto.
In reparto il CW602N lo trattiamo come ogni altra lega: tornitura CNC Ø 2–150 mm e fantina mobile (tipo svizzero) Ø 2–32 mm, con tolleranze fino a ±0,005 mm sulle quote che contano, su un parco di 79+ torni CNC, di cui 28+ a fantina mobile (solo Tsugami e Star). Facciamo componenti e corpi lavorati, non valvole finite: il prodotto finito resta in mano al cliente. Sistema certificato ISO 9001 / 14001 / 45001 (DQS).
Domande frequenti
Cos'è l'ottone DZR?
Il CW602N è "approvato" per l'acqua potabile?
Quando devo specificare DZR invece dell'ottone standard?
Posso avere il certificato di collaudo del materiale?
Che differenza c'è tra CW602N e CW724R?
Fonti e riferimenti
I riferimenti di lega, norma e prova citati qui sono riscontrati con le pubblicazioni che seguono. Per la specifica d'acquisto rifatevi sempre all'edizione vigente della norma, e il quadro sull'acqua potabile verificatelo con il vostro ente o laboratorio.
Ultima revisione: luglio 2026. I riferimenti normativi (DM 174/2004, Direttiva UE 2020/2184) vanno verificati nell'edizione vigente; la resistenza alla dezincificazione è una proprietà del materiale documentabile a lotto, non un'approvazione di prodotto.
Serve questo pezzo in ottone DZR?
Mandateci il disegno: vi proponiamo lega e ciclo migliori, con DFM review e campionatura. Il CW602N lo lavoriamo in tornitura CNC (Ø 2–150 mm) e a fantina mobile (Ø 2–32 mm), con certificato EN 10204 3.1 a ogni spedizione e prova ISO 6509 su richiesta.
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